1.1.        IL SISTEMA DEI LABORATORI

 

Il significato classico e tradizionale di “laboratorio” è “ locale o edificio fornito di apposite istallazioni e apparecchiature per lo svolgimento di un lavoro, o anche per studi, ricerche, esperimenti” (Valdré)

Il laboratorio, pertanto, non nasce originariamente nell’ambito della scuola e della formazione, ma appunto nell’ambito del lavoro e di una sua specifica organizzazione in un momento storico particolare, tra la lenta fine del Medioevo e la nascente civiltà rinascimentale: in questo ambito il laboratorio è la “ bottega”  che si caratterizza almeno per i seguenti tratti:

  1. Il processo del lavoro non è parcellizzato: pur essendo diviso in singole attività anche affidate ai singoli, la comunità che lavora è concettualmente padrona dell’intero processo , proprio il contrario di quanto avviene nella catena di montaggio secondo il sistema fordista – taylorista
  2. Nel corso del processo di lavoro vengono sondate le diverse possibilità dei materiali, delle tecniche, degli strumenti
  3. Sapere e saper fare interagiscono in modo circolare
  4. Il prodotto è unico e diverso da quelli pure simili realizzati in occasioni o su commesse diverse
  5. L’attività si svolge in uno spazio attrezzato, dotato di strumentazione, luogo di conservazione del materiale, luogo di contrattazione con il committente
  6. All’interno della comunità di lavoro si diversificano anche nettamente i ruoli tra chi imposta, dirige, insegna e chi esegue, applica, apprende: tra il maestro e l’apprendista
  7. Maestro ed apprendista sono legati da un rapporto di solidarietà: l’apprendista riconosce nel maestro non solo colui che gli dà lavoro ( e salario ), ma anche colui che gli fornisce tecniche, che lo guida nella scoperta di nuove tecniche, che gli propone uno stile di vita e di comportamento ( un maestro di/per il lavoro, la conoscenza, la vita ): al saper fare si aggiunge il saper essere
  8. L’ambiente della bottega è aperto alle innovazioni scientifiche che a seconda delle situazioni

applica al processo produttivo

sollecita a partire dal processo produttivo

elabora come risposte necessarie al processo produttivo

  1. Per certi aspetti la bottega è anche un sistema chiuso con una sorta di solidarietà gelosa delle

competenze, trasmesse ed elaborate come un sapere/saper fare esclusivo del maestro e degli apprendisti

  1. Soprattutto all’inizio dell’epoca rinascimentale il rapporto tra tecnica, arte e scienza si fa

stretto:la scienza assume consapevolmente i  problemi ed i risultati della tecnica, mettendo in secondo piano l’astratta teoreticità di un sapere scientifico disincarnato

 

Al modello della bottega può far riferimento anche la scuola

Già nel nostro POF abbiamo  nel capitolo 3.3. dedicato a L’insegnamento scientifico e il ruolo dei laboratori abbiamo fatto riferimento ad alcune impostazioni dei Programmi Brocca

"Il termine laboratorio sta ad indicare il carattere operativo… Naturalmente ci si riferisce ad una operatività sia mentale che concreta: gli studenti vengono educati ad operare al fine di trasformare la realtà indagata in rappresentazioni mentali (conoscenze, concetti, intuizioni) e ad utilizzare le rappresentazioni mentali acquisite per ulteriori indagini nella realtà concreta. In altre parole si tratta di educare gli studenti ad imparare (conoscere ed agire) attraverso l'approccio sperimentale.
In quest'ottica l'attività pratica non è intesa come deputata alla dimostrazione, né finalizzata esclusivamente all'acquisizione di abilità esecutive. Il laboratorio è invece uno dei luoghi dove lo studente può assumere una ulteriore dimensione culturale: quella legata al fare consapevole, all'agire sotto il controllo razionale.
(…) gli studenti vengono guidati ad acquisire metodologie e procedure proprie dell'indagine scientifica: saper progettare, saper eseguire e interpretare… Gli aspetti di progettazione e di interpretazione, tra loro indissolubili e contestuali all'esecuzione responsabile, sono indispensabili per il raggiungimento delle finalità e degli obiettivi…" (da "Piani di studio della secondaria superiore e programmi dei primi due anni. Le proposte della Commissione Brocca", Le Monnier 1991, pag. 281).

Particolarmente approfondita è la riflessione sulla metodologia dei laboratori nell’ambito delle indicazioni didattiche relative ai programmi di Laboratorio di fisica e chimica ( per cui si veda il testo sopra citato e le programmazioni relative del nostro Istituto): ad essa si fa esplicito, analitico ed approfondito riferimento nel Quaderno del Giordano Bruno su L’educazione scientifica.    , a cura della prof. Ascensina Evangelista, ma tutte le discipline che nella nostra scuola fanno costante ed esplicito uso dei laboratori hanno elaborato sia una metodologia specifica, sia una riflessione coerente

Il metodo di insegnamento/apprendimento per laboratori – quello che De Bartolomeis  chiama il sistema dei laboratori – è  pienamente coerente con il nostro POF, in particolare con metodologia della ricerca, della ricerca azione, dei progetti

Il laboratorio è pertanto un luogo di ricerca guidata e come tale di insegnamento e apprendimento: da questo punto di vista

  1. non esistono concettualmente differenze tra discipline scientifiche e discipline storico-umanistiche
  2. l’attività di progetto che caratterizza il lavoro dei quarti e dei quinti è una specifica attività di laboratorio nella quale la realtà viene interrogata, sollecitata, interpretata  e tentata

Nel laboratorio il  sapere non è solo trasmesso , ma anche e soprattutto  ricercato, elaborato, raccontato.

Nel nostro POF abbiamo inserito ,come introduzione al cap. 3.3. l’affermazione : “Se  ascolto, dimentico ; se guardo, ricordo; se faccio, capisco ed imparo.”; Il giornalista francese De Girardin esprime un concetto analogo ( ma più avanzato e coinvolgente, perché sostituisce  al fare lo scoprire) affermando: “Noi dimentichiamo prestissimo  quello che abbiamo imparato, non dimentichiamo mai quello che abbiamo scoperto”.

Il lavoro che dobbiamo avviare quest’anno – a partire dalle necessità imposteci dalla ristrutturazione edilizia – è

  1. rendere esplicito il modello di insegnamento apprendimento per laboratori
  2. estendere tale modello alle discipline storico-umanistiche : ma anche qui si tratta in effetti di formalizzare una pratica già spesso ampiamente praticata.

Il sistema dei laboratori  è sicuramente dettato dalla necessità di trovare un equilibrio tra i problemi dell’edilizia scolastica e la funzionalità dell’ Istituto, ma rispecchia peraltro il nostro POF. IL modello a cui si fa riferimento non  è uno stereotipato e non reale modello americano in cui la scuola è prima un centro di vita e poi un luogo di studio, è invece un organico sistema di apprendimento , appunto un sistema di laboratori per apprendere. Pur garantendo la linearità di una programmazione per obiettivi, è necessario pensare alla scuola come ambiente di apprendimento e agli insegnanti come coloro che per le singole discipline e per l’insieme della scuola progettano e costruiscono l’ambiente: in questo quadro il richiamo all’ordine, al rispetto delle regole, dei tempi e degli spazi e alla buona educazione da parte degli studenti è un elemento non marginale.

 Il laboratorio è visto come la bottega, come, cioè, quel luogo in cui lavora l’artigiano che progetta e produce.

Per noi il laboratorio deve essere un locale adibito all’esercitazione degli studenti, con relativa strumentazione , in cui lo stesso metodo si estende alle discipline scientifiche e alle discipline umanistiche. Similmente alla bottega si arriva ad un prodotto che è l’apprendimento ( e solo se a questo è funzionale ad un esito di prodotto nell’area di progetto). Le differenze di fondo tra bottega e scuola sono almeno:

  1. centralità del prodotto nella bottega, del processo nella scuola
  2. riferimento ad una realtà effettuale nella bottega, ad una realtà effettuale, virtuale, simulata nella scuola
  3. ambiente reale nella bottega, ambiente protetto nella scuola
  4. Competizione tra botteghe o nella bottega, solidarietà nella scuola

La scuola come sistema di laboratori  si basa sul metodo della ricerca e della ricerca azione, quell’ insegnamento che assume  come modello la ricerca scientifica e le sue procedure. L’apprendimento è inteso come esperienza personale e riorganizzazione dell’ambiente secondo tre fasi:

  1. analisi del problema
  2. elaborazione di un’ipotesi
  3. verifica o falsificazione

Il sistema dei laboratori esalta in particolare:

Perché tutto ciò sia possibile e necessario che:

Si tratta di un progetto tendenziale, con rilevanti difficoltà  in particolare per i primi due punti: sono difficoltà che dobbiamo assumere  per far  avanzare il positivo che c’è nel modello e ridurre i limiti : questo processo che si avvia quest’anno richiede un cambiamento di mentalità, un approfondimento teorico ( v. punto 6.2.), un coinvolgimento di tutte le componenti della scuola. L’a.s. 2005/2006 sarà un anno di sperimentazione del modello per rimetterlo a punto per il 2006/2007 in particolare per quelli che già al momento appaiono gli elementi di criticità: un insegnante in una sola aula, l’attrezzature delle aule che tutte diventano laboratori, l’orario.