1.1.
IL SISTEMA DEI
LABORATORI
Il significato classico e tradizionale di “laboratorio” è “
locale o edificio fornito di apposite istallazioni e apparecchiature per lo
svolgimento di un lavoro, o anche per studi, ricerche, esperimenti” (Valdré)
Il laboratorio, pertanto,
non nasce originariamente nell’ambito della scuola e della formazione, ma
appunto nell’ambito del lavoro e di una sua specifica organizzazione in un
momento storico particolare, tra la lenta fine del Medioevo e la nascente
civiltà rinascimentale: in questo ambito il laboratorio è la “ bottega” che si caratterizza almeno per i seguenti
tratti:
applica al processo produttivo
sollecita a partire dal processo
produttivo
elabora come risposte necessarie al
processo produttivo
competenze,
trasmesse ed elaborate come un sapere/saper fare esclusivo del maestro e degli
apprendisti
stretto:la
scienza assume consapevolmente i
problemi ed i risultati della tecnica, mettendo in secondo piano
l’astratta teoreticità di un sapere scientifico disincarnato
Al modello della
bottega può far riferimento anche la scuola
Già nel nostro
POF abbiamo nel capitolo 3.3. dedicato
a L’insegnamento scientifico e il ruolo
dei laboratori abbiamo fatto riferimento ad alcune impostazioni dei Programmi Brocca
"Il
termine laboratorio sta ad indicare il carattere operativo… Naturalmente ci si
riferisce ad una operatività sia mentale che concreta: gli studenti vengono
educati ad operare al fine di trasformare la realtà indagata in
rappresentazioni mentali (conoscenze, concetti, intuizioni) e ad utilizzare le
rappresentazioni mentali acquisite per ulteriori indagini nella realtà
concreta. In altre parole si tratta di educare gli studenti ad imparare
(conoscere ed agire) attraverso l'approccio sperimentale.
In quest'ottica l'attività pratica non è intesa come deputata alla
dimostrazione, né finalizzata esclusivamente all'acquisizione di abilità
esecutive. Il laboratorio è invece uno dei luoghi dove lo studente può assumere
una ulteriore dimensione culturale: quella legata al fare consapevole,
all'agire sotto il controllo razionale.
(…) gli studenti vengono guidati ad acquisire metodologie e procedure proprie
dell'indagine scientifica: saper progettare, saper eseguire e interpretare… Gli
aspetti di progettazione e di interpretazione, tra loro indissolubili e
contestuali all'esecuzione responsabile, sono indispensabili per il
raggiungimento delle finalità e degli obiettivi…" (da "Piani di
studio della secondaria superiore e programmi dei primi due anni. Le proposte
della Commissione Brocca", Le Monnier 1991, pag. 281).
Particolarmente approfondita è la
riflessione sulla metodologia dei laboratori nell’ambito delle indicazioni
didattiche relative ai programmi di Laboratorio di fisica e chimica ( per cui
si veda il testo sopra citato e le programmazioni relative del nostro
Istituto): ad essa si fa esplicito, analitico ed approfondito riferimento nel
Quaderno del Giordano Bruno su L’educazione
scientifica. , a cura della prof.
Ascensina Evangelista, ma tutte le discipline che nella nostra scuola fanno
costante ed esplicito uso dei laboratori hanno elaborato sia una metodologia
specifica, sia una riflessione coerente
Il metodo di insegnamento/apprendimento
per laboratori – quello che De Bartolomeis
chiama il sistema dei laboratori –
è pienamente coerente con il nostro
POF, in particolare con metodologia della ricerca, della ricerca azione, dei
progetti
Il laboratorio è pertanto un luogo di
ricerca guidata e come tale di insegnamento e apprendimento: da questo punto di
vista
Nel laboratorio il sapere non è solo trasmesso , ma anche e
soprattutto ricercato, elaborato,
raccontato.
Nel nostro POF abbiamo inserito ,come
introduzione al cap. 3.3. l’affermazione : “Se
ascolto, dimentico ; se guardo, ricordo; se faccio, capisco ed imparo.”;
Il giornalista francese De Girardin esprime un concetto analogo ( ma più
avanzato e coinvolgente, perché sostituisce
al fare lo scoprire) affermando: “Noi dimentichiamo prestissimo quello che abbiamo imparato, non
dimentichiamo mai quello che abbiamo scoperto”.
Il lavoro che dobbiamo avviare quest’anno
– a partire dalle necessità imposteci dalla ristrutturazione edilizia – è
Il sistema dei laboratori è sicuramente dettato dalla necessità di
trovare un equilibrio tra i problemi dell’edilizia scolastica e la funzionalità
dell’ Istituto, ma rispecchia peraltro il nostro POF. IL modello a cui si fa
riferimento non è uno stereotipato e
non reale modello americano in cui la scuola è prima un centro di vita e poi un
luogo di studio, è invece un organico sistema di apprendimento , appunto un
sistema di laboratori per apprendere. Pur garantendo la linearità di una
programmazione per obiettivi, è necessario pensare alla scuola come ambiente di
apprendimento e agli insegnanti come coloro che per le singole discipline e per
l’insieme della scuola progettano e costruiscono l’ambiente: in questo quadro
il richiamo all’ordine, al rispetto delle regole, dei tempi e degli spazi e
alla buona educazione da parte degli studenti è un elemento non marginale.
Il laboratorio è visto come la bottega, come, cioè, quel luogo in
cui lavora l’artigiano che progetta e produce.
Per noi il laboratorio deve essere un
locale adibito all’esercitazione degli studenti, con relativa strumentazione ,
in cui lo stesso metodo si estende alle discipline scientifiche e alle
discipline umanistiche. Similmente alla bottega si arriva ad un prodotto che è
l’apprendimento ( e solo se a questo è funzionale ad un esito di prodotto
nell’area di progetto). Le differenze di fondo tra bottega e scuola sono
almeno:
La scuola come sistema di laboratori si basa sul metodo della ricerca e della
ricerca azione, quell’ insegnamento che assume
come modello la ricerca scientifica e le sue procedure. L’apprendimento
è inteso come esperienza personale e riorganizzazione dell’ambiente secondo tre
fasi:
Il sistema dei laboratori esalta in
particolare:
Perché tutto ciò sia possibile e
necessario che:
Si tratta di un
progetto tendenziale, con rilevanti difficoltà
in particolare per i primi due punti: sono difficoltà che dobbiamo
assumere per far avanzare il positivo che c’è nel modello e
ridurre i limiti : questo processo che si avvia quest’anno richiede un
cambiamento di mentalità, un approfondimento teorico ( v. punto 6.2.), un
coinvolgimento di tutte le componenti della scuola. L’a.s. 2005/2006 sarà un
anno di sperimentazione del modello per rimetterlo a punto per il 2006/2007 in
particolare per quelli che già al momento appaiono gli elementi di criticità:
un insegnante in una sola aula, l’attrezzature delle aule che tutte diventano
laboratori, l’orario.