La valutazione finale degli apprendimenti degli studenti è specifica competenza dei Consigli di classe; si tratta di una decisione discrezionale e non meramente meccanica che è assunta collegialmente secondo i criteri di massima definiti dal Collegio dei docenti.
La misurazione è un atto tendenzialmente oggettivo che rileva i livelli di apprendimento ; non rileva tanto le carenze, quanto le competenze stabilmente acquisite attraverso prove che tendono ad evidenziare quello che uno studente sa, non quello che non sa.
La valutazione finale collegiale parte dalla proposta di voto del singolo docente ( o della coppia di docenti per le discipline insegnate in compresenza ) che è già una valutazione e che si fonda su misurazioni che fanno riferimento a prove orali, scritte, grafiche, pratiche: i risultati di tali misurazioni sono segnati nel giornale del docente e sempre comunicate allo studenti
Tutte le prove scritte – previste o meno dall’ordinamento – sono consegnate in Vicepresidenza; per le discipline per cui è prevista dall’ordinamento una valutazione scritta il numero delle prove é di almeno tre a quadrimestre; le prove finalizzate alla misurazione orale devono essere almeno due a quadrimestre; le discipline che prevedono una valutazione orale possono a tal fine proporre anche – ma non esclusivamente – prove scritte. Le prove scritte sono riconsegnate corrette e valutate agli studenti entro 15 giorni dalla data dello svolgimento.
Le misurazioni e le valutazioni sono comunicate ai genitori: a tal fine i docenti ricevono settimanalmente i genitori interessati; a dicembre e ad aprile i docenti ricevono altresì in uno stesso pomeriggio secondo il modello degli anni passati.
La proposta di voto quadrimestrale o finale non è comunicata agli studenti prima dello scrutinio, in quanto la proposta è avanzata al Consiglio di classe che non può venirne a conoscenza dopo altri soggetti.
Il primo passaggio dalla misurazione alla valutazione avviene nel primo quadrimestre, il secondo nello scrutinio finale, prima a livello di singolo insegnante, poi a livello di Consiglio.
L’ ITAS assume come punto di riferimento la valutazione di processo , cioè una valutazione che mette in risalto la crescita dello studente rispetto a se stesso e ai suoi livelli di partenza: una sequenza di misurazioni 4, 5, 6 è tendenzialmente positiva mentre una sequenza 6, 5, 4 è sostanzialmente negativa.
Il Collegio dei docenti non intende avanzare criteri rigidi di valutazione finale lasciando ampio margine di discrezionalità collettiva ai Consigli.
Dall’esperienza dell’a.s. 2004/2005 ( che conferma una pratica consolidata negli anni ) emergono questi dati ( esclusa la situazione atipica delle classi 2 A gen e 2B gen):
classi media più alta del respinto media più bassa del promosso
prime 5,73 4,9
seconde 5,22 5,09
terze 5,73 5,25
quarte 5,67 5,17
Dal punto di vista del numero delle discipline ancora la scuola ha operato facendo riferimento alle insufficienze ( quanto lo studente non sa ) e non in relazione alle sufficienze (quanto uno studente sa) e così almeno per il corrente a.s. dovrà continuare ad operare: in questo quadro si è sempre promosso con 3 insufficienze ( anche gravi ), si è respinto con più di 5 insufficienze, anche lievi, si è discusso nella gamma.
Si tratta di dati indicativi, solamente quantitativi, ma indicano la gamma di oscillazione nella discrezionalità dei Consigli in cui hanno pesato giustamente tutta una serie di elementi di qualità propri di una accurata e collegiale valutazione
Molti docenti hanno poi rilevato una sensibile contraddizione tra i risultati dello scrutinio di giugno delle quinte – che presentava anche risultati sensibilmente negativi – e i risultati degli esami di giugno-luglio sostanzialmente positivi per tutti ( anche per quegli studenti che allo scrutinio avevano una media inferiore a 5 ); le misurazioni degli orali in sede d’esame sono poi state molto superiore agli scritti: l’esame è stato in grado di discriminare in termini assai ridotti, per cui la promozione dal quarto al quinto di fatto è una porta aperta verso la maturità
Sulla base di quanto sopra il Collegio dei docenti definisce i seguenti criteri orientativi per la valutazione finale, da applicare nei termini di discrezionalità collettiva che i i Consigli di classe riterranno opportuni caso per caso:
1. Nelle classi prime fermare nei casi di gravi e diffuse insufficienze, quando si evidenzi una incoerenza tra competenze/impegno e specifico indirizzo prescelto; in generale considerare
tendenzialmente primo e secondo anno un ciclo unitario condensando la selezione i prima
piuttosto che in seconda
3 Promuovere fino a 3 insufficienze ( anche meno se gravissime) ; fermare con piu di 5 insufficienze; discutere con 4; tendenzialmente fermare con 5
4. Promuovere fino alla media di 5,75; fermare sotto la media di 5; discutere nella gamma
5. Elementi per la promozione:
1. crescita rispetto ai livelli iniziali ( per media e n di sufficienze)
2. possibilità di frequentare proficuamente la classe successiva
3. impegno rilevante nello studio
4. positiva partecipazione all’area di progetto
5. positiva e documentata partecipazione alle attività extracurriculari
6. crediti formativi
6. Elementi contro la promozione
1. decrescita rispetto ai livelli iniziali
2. gravi difficoltà prevedibili nella classe successiva
3. debiti non recuperati in particolare nella stessa disciplina ( in particolare in caso di assenza alle prove di recupero e ai corsi di recupero)
4. disimpegno o impegno tardivo nello studio
7 Sia nel biennio che nel triennio il mancato recupero di debiti nella stessa disciplina per la seconda volta con grave insufficienza può costituire elemento per la mancata promozione indipendentemente dal numero delle insufficienze e dalla media
8 Nel triennio porre particolare attenzione alle discipline di indirizzo