3.5. INTEGRAZIONE
DEGLI STUDENTI STRANIERI E DIDATTICA
MULTICULTURALE
Nell’anno scolastico 2005/06, gli alunni di cittadinanza non italiana iscritti all’ I.T.A.S. sono
89, 6 dei quali di cittadinanza comunitaria. Il maggior numero di tali alunni è presente nelle classi prime. Sono, infatti, ben 34, 16 dei quali iscritti nelle tre classi dell’indirizzo linguistico. Di questi, sette ragazzi ( il 21%) sono in Italia da pochi mesi o da settimane, non hanno mai frequentato la scuola italiana e non parlano la nostra lingua, per cui sono stati indirizzati verso il C.T.P. di Ponte san Giovanni. Ci sono altri alunni con problemi, ma che sono in Italia da almeno sei mesi ed hanno già frequentato la scuola nel nostro paese, per cui necessitano di interventi differenti.
Come emerge dai dati raccolti nel corso del passato anno scolastico, è proprio la prima la classe quella in cui il numero degli insuccessi e degli abbandono di tali alunni è maggiore, per cui la scuola si propone di strutturare una serie di interventi atti a favorire l’integrazione di tali alunni che è legata, soprattutto, ad una migliore conoscenza dell’Italiano per comunicare e per studiare.
In particolare:
1) Creare un gruppo di lavoro che si occupi della progettazione, della gestione dell’educazione interculturale e dell’accoglienza. Tale formazione è un forte segnale dell’impegno dell’istituzione scuola in questo campo;
2) Elaborazione di un protocollo di accoglienza che permetta l’attuazione della normativa contenuto ne testo unico;
3) Riprendere gli incontri di autoaggiornamento degli insegnanti interessati, secondo quanto stabilito nel Collegio dei Docenti del 15.3.05.
4) Costruire un centro di documentazione dove sia possibile trovare materiale che riguardi i sistemi scolastici, la realtà dei paesi di provenienza degli alunni; i progetti e le esperienze di insegnamento e integrazione; testi aggiornati e materiale didattico; la normativa del settore e tutto ciò che si ritenga necessario;
5) Elaborare piani di studio personalizzati che permettano all’alunno di imparare la lingua anche presso altre strutture operanti sul territorio:
a) corsi di alfabetizzazione intensiva (convenzione con C.T.P. Ponte S. Giovanni) ed eventualmente altri corsi esistenti sul territorio;
b) possibile affiancamento per alcune ore in orario scolastico ove i Consigli di Classe lo richiedano ( o in alternativa possibilità di attivare corsi intensivi la mattina nel momento in cui la classe affronta temi che l’alunno non è in grado di seguire);
c) strutturare laboratori pomeridiani a tema;
d) altri interventi didattici/integrativi;
6) Sperimentare percorsi didattici e programmare eventuali interventi di facilitazione;
a) individuazione di obiettivi minimi da raggiungere;
b) eventuale selezione delle discipline e/o dei programmi;
c) costituzione di gruppi di apprendimento cooperativo e/o tutoraggio tra pari
7) Fungere da raccordo tra la scuola e le altre istituzioni operanti sul territorio che si occupano di educazione interculturale e, in particolare quelle frequentate dagli alunni dell’I.T.A.S.
8) Monitorare anno per anno, il percorso scolastico degli alunni immigrati iscritti in prima dall’a.s. 2004/05, fino alla risoluzione del loro rapporto con l’I.T.A.S.
Tali interventi sono stati strutturati secondo modalità progettuale e per essi è già stato richiesto un finanziamento all’ufficio scolastico provinciale. A tale proposito si richiede che, agli insegnanti che hanno nelle classi uno o più alunni non italofoni che necessitano di interventi individualizzati, sia riconosciuto l’accesso al fondo di Istituto in maniera almeno pari a quello degli insegnanti che hanno nelle loro classi alunni diversamente abili.
Referente per le attività: Maria Cristina Grella