3.6.INTEGRAZIONE
DEGLI STUDENTI DIVERSABILI
Attività di
tipo organizzativo:
Assegnazione delle ore di attività di sostegno ai
singoli alunni; utilizzo delle compresenze tra docenti per attività di
progetto;
pianificazione
dei rapporti con gli educatori assistenziali e con gli operatori
extrascolastici; definizione delle modalità di passaggio con
la scuola di provenienza e di accoglienza dei
ragazzi in situazione di
handicap.
Individuazione
e gestione delle risorse strumentali
Sussidi, ausili tecnologici e informatici specifici
per le varie tipologie di handicap
Attività di
tipo progettuale e valutativo
Formulazione di progetti per la continuità tra
scuole per facilitare i nuovi ingressi nelle situazioni più complesse progetti
specifici per l’handicap in relazione alle varie tipologie;
progetti per
l’aggiornamento dei docenti;
progetti di
flessibilità organizzativa e didattica (tempo scuola, alternanza scuola –lavoro
e percorsi
misti).
Valutazione e verifica periodica
dell’integrazione nel suo complesso e per singoli casi.
Attività di
tipo consultivo:
Assunzione di iniziative di collaborazione tra
docenti, tra scuole e tra scuola e territorio per favorire e migliorare l’integrazione
scolastica e lavorativa.
Quest’anno
è leggermente aumentata la media delle ore di sostegno per alunno e pertanto si sono potute riservare nove ore
settimanali per casi più gravi e per gli alunni in ingresso, le cui
patologie, particolarmente complesse,
hanno richiesto anche la presenza di un educatore.
A
tale proposito il Comune di Perugia ha modificato le modalità di assegnazione.
Infatti da quest’anno gli assistenti vengono assegnati alla scuola e non più,
come in precedenza, alla persona e almeno in questa fase è stato più facile
gestire le risorse comunali. Gli altri Comuni di residenza dei ragazzi hanno
invece conservato le vecchie modalità di assegnazione dell’educatore.
La nuova organizzazione degli spazi
La
nuova organizzazione degli spazi scolastici comporta seri problemi nella
svolgimento dell’attività didattica con quegli alunni in situazione di handicap
che necessitano di sussidi informatici
per l’accesso alla comunicazione scritta ( alunna non vedente, alunni dislessici
e/o con disturbi del linguaggio…). Il
problema, già evidenziato alla fine
dello scorso anno scolastico in sede di
verifica, non può risolversi se non posizionando gli strumenti in posti fissi (
l’aula polivalente o spazio insegnanti presso la sede staccata), e il cui
impiego necessita di equilibrio per non causare un distacco degli allievi dalla
classe di riferimento.
L’utilizzo,
invece, del nuovo spazio didattico “aula
polivalente” è funzionale al centro documentazione dell’handicap con la tenuta
della documentazione specifica, dei testi e dei sussidi didattici. Nello stesso
spazio si svolgono le attività informatiche e alcuni laboratori
gestiti dagli insegnanti di sostegno.
Con l’elaborazione dell’orario definitivo sarà
indispensabile organizzare e gestire
l’accesso alla stessa aula onde evitare la congestione dello spazio ma
soprattutto il pericolo di trasformare il luogo
in accoglienza e frequenza di alunni con esigenze diverse e con tipologie
di handicap tra loro non compatibili.
Integrazione
del piano educativo personalizzato con altre attività
Il gruppo H ritiene utile integrare il piano educativo personalizzato di alcuni
alunni in situazione di handicap con
attività a carattere multidisciplinare e / o laboratori per soddisfare i bisogni e far emergere alcune potenzialità.
Progetti e/o
Attività multidisciplinari
-
Progetto integrato “Agricoltura
etico- sociale” per osservatore ecologico e/o operatore agricolo
-
laboratorio di lettura e scrittura
con l’utilizzo di software specifici
nei casi di disturbi del linguaggio e/o
di dislessia.
-
laboratorio di attività artistico- espressive ( pittura, disegno,
attività plastiche, musica,
fotografia, verde… ).
-
laboratorio di cucina.
-
attività multidisciplinare : Il tempo, misura e orientamento.
- progetto di percezione ed espressività
corporea ( nelle ore di Educazione Fisica la prof.ssa Allegri coinvolgerà nell’attività alcuni
allievi in situazione di handicap).
Progetto di integrazione sociale
“Orientamento
e conoscenza del territorio di appartenenza attraverso i servizi della città” è
un progetto elaborato dai docenti di sostegno e finanziato dalla Regione
Umbria. Esso vuole rispondere ad alcuni bisogni
specifici ed integra l’attività
didattica con un’attività teorica e pratica
diretta all’acquisizione di
conoscenze e competenze in ambito sociale.
Collaborazione con C.RE.SC.O.
Il Centro Regionale Scolastico di Orientamento ( C.RE.SC.O.) si occupa di Formazione, Orientamento e Inserimento lavorativo di alunni in situazione di handicap.
C.RE.SC.O. ha sede presso l’Ufficio Scolastico Regionale e i suoi responsabili (l’Ispettrice Boarelli e il docente Casucci) stanno svolgendo nella scuola superiore di II grado una capillare azione di informazione sull’attività del Centro per poi attivare una significativa collaborazione tra il Centro e le scuole per l’orientamento in ingresso e in uscita dalla scuola secondaria.
Lo scopo è quello di creare una rete tra Istituzioni
scolastiche e territorio; uno dei nodi
della rete è stata individuato nella
nostra scuola che per le esperienze
realizzate nel campo dell’inserimento
socio- lavorativo, oltre che in quello scolastico, può fornire
contributi in proposito.
5° Convegno Internazionale “La qualità dell’integrazione
scolastica” Rimini 11/12/13 Novembre 2005 organizzato dal Centro Studi Erickson di Trento.
Corso di formazione “I disturbi di apprendimento: dislessia, disortografia, disgrafia,
discalculia” organizzato
dall’Ufficio Scolastico Regionale presso la Direzione Didattica Statale di
Magione a partire dal 26 ottobre 2005.
A proposito di dislessia,
la presenza sia di alunni dislessici certificati e con sostegno, sia
certificati e senza sostegno pone i
consigli di classe nella condizione di operare una riflessione comune nella
fase di impostazione operativa e una
condivisione degli strumenti compensativi e dispensativi da adottare con
i ragazzi che presentano questo specifico disturbo di apprendimento. La sempre
maggiore conoscenza del fenomeno dislessia comporta, infatti, l’assunzione
di adeguate strategie organizzative e metodologico – didattiche per
costruire possibili risposte ad un problema sempre più emergente.
Un impegno: un
modello di certificazione delle
competenze.
Quest’anno il gruppo di lavoro si propone
l’obiettivo di costruire un modello di certificazione delle competenze
acquisite dagli alunni in situazione di handicap in uscita, alunni che non
conseguono il diploma dell’indirizzo di studio.
L’elaborazione di un modello condiviso e comune
almeno a livello di scuola può essere un passo significativo in attesa che gli
organi preposti (Provincia di Perugia e Ufficio Scolastico Regionale) sappiano
trovare una definitiva intesa sulle modalità di certificazione delle
competenze in una visione integrata tra
sistema di istruzione, formazione e
lavoro da tutti auspicata ma non ancora realizzata.
Referente per le attività
Lauro Savarese